Appunti

di partecipazione -Web-

La Rinascita dei Bisogni

stella_rossa_120Erano 10 anni che non piangevo, eppure l'ho fatto; vedere una delle ragioni della tua esistenza annientata, tritata dal rullo compressore populista che non lascia spazi. L'idea, il confronto, la dialettica, gli anni a discutere nelle sezioni, spiegare in dialetto ad un anziano il significato della parola globalizzazione. Di tutto questo rimane solo il 3%, una fredda percentuale, peggiore del più duro pugno nello stomaco, ma cosa abbiamo sbagliato? Possibile che la nostra gente non ci abbia capito? eppure parliamo dei loro bisogni, delle loro necessita, allora perchè tutto questo?

Credo che queste siano le domande che larga parte dei Compagni di questo Paese ancora si pone, riecheggiano nella testa quando siamo sull'autobus e guardiamo gli anziani, quando siamo nelle piazze e parliamo con gli studenti. Cerchiamo di capire il giudizio del "popolo" nei loro occhi, come se avessimo sete di quelle risposte che questa "burocrazia" di partito non sa darci. Ora vorrei che provassimo a  chiederci come mai le nostre riunioni sono sempre semi-deserte, perchè le nostre iniziative sono piene di intellettuali depositari della "ragion pura"? Forse la gente non capisce, non ci comprende perchè siamo lontani da loro. Siamo così bravi a cercare le relazioni tra "l'economia capitalistica" e "la condizione attuale nel nuovo proletariato moderno" ma dove siamo quando l'anziana sulla sedia a rotelle ha bisogno di un marciapiede con la salita? Dove siamo quando gli operai dei quartieri poveri cercano sicurezza perchè vivono in posti da schifo? Noi ai ragazzi precari non sappiamo più neanche dargli un sogno, già, neanche la speranza che la lotta possa pagare ed anche bene.

Forse siamo diventati vecchi, non anziani ma vecchi, da superare, vecchie vestigia e vecchi colori che per i lavoratori di questo Paese non contano più nulla, solo qualche battuta finale, alle 01.30 di notte, nel salotto di Porta a Porta (quando chi deve alzarsi alle 06.00 dorme gia da un pezzo). Eppure io ci credo, penso che fin quando ci saranno i bisogni, la Sinistra (quella con la S maiuscola) ,non morirà mai, ma bisognerebbe riprendere il filo interrotto con la nostra gente, il filo di un dialogo da ricostruire, con sacrificio ed umiltà, ricominciando dalla gente e per la gente, senza scorciatoie.

Devono finire i tempi del politicamente corretto, deve finire l'ipocrisia di salotto della "ragione a tutti i costi", bisogna ritornare a fare politica nei quartieri, diventare un punto di riferimento in termini di affidabilità e di garanzia per tanta gente che garanzie, ormai, non ne ha più. Compagni credo che da domani "o si vince o si muore" ed io, sinceramente, non ho voglia di morire. Ora vorrei farvi partecipi di un sogno: Sogno dei circoli dove il lavoratore possa parlarci dei suoi, quotidiani, problemi, dei circoli dove possa cercare consiglio e possa essere coinvolto nelle tante battaglie che ci aspettano. Abbiamo dimenticato come si stringe una mano sporca di calce? Oppure come si parla ad una persona che ha la terza media? Vogliamo provare a discutere con gente che, nonostante una laurea, non legge un libro da tre anni? 

Forse dovremmo toglierci di dosso la polvere della nostra presunzione, scendere dal piedistallo di vetro e ritornare ad essere il riferimento della gente di questo Paese. Oggi, più che lunghe discussioni sulle colpe, ci servirebbe un sano lavoro di militanza, nuova, con altre forme, ma una sana militanza depurativa. Basta perder tempo, il nostro tempo comincia adesso.

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Caro Pino, (parte prima) 


la questione che sollevi credo che riguardi il rapporto globale tra la politica, le sue forme e la nostra società. Io penso che questi siano elementi che interagiscono tra di loro, sono mobili e determinano coseguenze a volte devastanti. Infatti, di pari passo con la crisi della politica di massa si è paradossalmente verificato un fatto: la barbarie nei rapporti di convivenza civile, le donne e gli uomini della nostra società oggi hanno paura, sono soli e la misura di questa solitudine a me piace leggerla in un confronto che tu sicuramente più di altri capirai. Se per esempio confrontiamo le relazioni sociali dei piccolissimi comuni potrai notare che rispetto alle città (dove vivono la maggiorparte dei cittadini italiani)  la gente non passeggia mai sola, resiste in quel contesto una voglia di socialità, una umanità nei rapporti tra persone che in città si stà perdendo, in sintesi emerge un aspetto estremamento comunitario di quel microcosmo di persone. Ora, alla luce del fatto che le nuove generazioni stanno progressivamente diventando "cittadine" la questione della socialità diventa centrale in ogni discussione.... (segue parte seconda)



 (Parte seconda)

Detto questo io penso che alla solitudine dei nostri tempi dobbiamo opporre, con forza, un nuovo comunitarismo che passa, in politica, da una attenta analisi dei bisogni della maggior parte della popolazione e dico "maggiorparte" non a caso, poichè negli ultimi 20 anni le sofferenze e i drammi che la globalizzazione ha determinato hanno toccato sopratutto le classi medio-basse. Per questo vorrei una Sinistra che, partendo dai bisogni di quella gente, sappia ricostruire un Ideale di società più giusto e più equo. Ti lascio con una splendida immagine che P. Pasolini ci ha lasciato in una sua celebre poesia: "torna straccio bandiera rossa, perchè il povero ti sventoli" a presto.  

 



E hai dovuto aspettare il 3%.. Io te lo dicevo da molto tempo prima che la gente aveva bisogno di altro. La gente aveva altri problemi... La Lega ha vinto per questo.. Ha saputo parlare alla gente.  Comunque voi non potete ridurvi ai marciapiedi. Voi portate (o almeno portavate) un modello unitario di sviluppo. E' a quello che non dovete rinunciare, nonostante le sconfitte..


Se cominciate a stare dietro ai bisogni senza la vostra idea unitaria di società, senza la vostra ideologia, prenderete tanti voti in più ma vi ridurrete a fare la politica della Lega. A presto 

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